Prove di Laboratorio

10La CET SERVIZI s.r.l. dispone di un laboratorio prove certificato UNI EN ISO 9001:2008 in grado di coprire tutte le prove previste dalla normativa per la marcatura CE sugli aggregati. Disponiamo delle necessarie risorse e competenze tecniche per fornire al Cliente sia le analisi richieste, sia la consulenza in materia. Un nostro tecnico provvede direttamente al prelievo dei campioni secondo la norma UNIEN 932-1 con la frequenza definita dal manuale di controllo. Un software personalizzato consente di mantenere sotto controllo il ciclo e i risultati delle prove con una banca dati di controllo statistico e la predisposizione e aggiornamento della documentazione CE che vi sarà inviata gratuitamente in un formato magnetico adeguato ad essere riprodotto o trasferito direttamente sulle bolle, nel caso venga commissionato almeno un ciclo completo di prove. Disponiamo di uno staff tecnico con esperienza nella certificazione dei prodotti e nella gestione di sistemi di qualità nello specifico settore delle costruzioni e quindi in grado di predisporre e/o coordinare la stesura del manuale di controllo di produzione, la predisposizione delle procedure dei manuali di qualità e quanto altro necessario per la certificazione da parte degli Organismi notificati.Lo staff è in grado di predisporre le schede tecniche sui materiali e fornirvi adeguate informazioni su tutte le norme di settore e di assistervi in sede di collaudi o di contestazioni. Tutti i processi aziendali sono tenuti sotto stretto controllo in modo da garantire la massima soddisfazione del Cliente.

1.a.- NORMATIVE MARCATURA CE AGGREGATI, RICICLATI E SOTTOPRODOTTI INDUSTRIALI

Sono sette le categorie di aggregati che dal 1 giugno 2004 devono essere dotati obbligatoriamente di marcatura CE per poter essere immesse sul mercato, diverse a seconda della destinazione d'uso:

  • aggregati per malta (UNI EN 13139)
  • aggregati per calcestruzzo (UNI EN 12620)
  • aggregati per conglomerati bituminosi e trattamenti superficiali per strade (UNI EN 13043)
  • aggregati leggeri (UNI EN 13055-1)
  • aggregati grossi per opere idrauliche "armourstone" (UNI EN 13383-1)
  • aggregati per l'impiego in opere di ingegneria civile e nella costruzione di strade (UNI EN 13242)
  • aggregati per massicciate ferroviarie (UNI EN 13450)

Le norme definiscono il tipo e la frequenza delle prove di laboratorio geometriche, fisiche, chimiche e di durabilità necessarie per caratterizzare gli aggregati prodotti. Sulla base delle norme approvate il produttore di aggregati deve: - predisporre un sistema di controllo del processo documentato secondo le normative di riferimento sopra individuate definito come "Controllo di produzione in fabbrica (FPC)"; - eseguire le prove iniziali e pianificare un programma di controlli periodici sugli aggregati.- classificare in base ai risultati delle prove le diverse caratteristiche degli aggregati prodotti secondo le indicazioni delle norme;L'emanazione del DM 24 aprile 2007 ha definito le caratteristiche da dichiarare e reso obbligatoria la marcatura con il livello di attestazione 2+ per gli aggregati utilizzati in opere strutturali; inoltre l'entrata in vigore del DM 14/01/2008 ha ribadito l'obbligatorietà dell'attestazione con il livello 2+ degli aggregati utilizzati per la produzione di calcestruzzi strutturali dal 01 luglio 2009; è pertanto necessario l'intervento di un Organismo di certificazione terzo che effettui la verifica iniziale e la sorveglianza del controllo del processo di produzione.

1.b.- LA LEGISLAZIONE ITALIANA CHE REGOLAMENTA L'UTILIZZO DEGLI AGGREGATI RICICLATI

Il D.M. 203/2003 obbliga le Amministrazioni pubbliche all'utilizzo per i lavori stradali, ambientali e riempimenti in genere di materiale proveniente da attività di riciclaggio per una quota pari ad almeno il 30% del fabbisogno. La Circolare 15/07/2005 n° 5205 del Ministero dell’Ambiente precisa le caratteristiche prestazionali degli aggregati riciclati, in funzione degli utilizzi possibili, da testare ogni 3.000 mc. I materiali riciclati per essere utilizzati devono preventivamente essere compresi in un apposito Repertorio presso il Ministero dell'ambiente; per ottenere tale iscrizione è necessario che le Ditte produttrici forniscano una dettagliata documentazione che consiste in: - modulo di domanda con indicazioni di carattere generale (vedi allegato B della circolare),- relazione tecnica contenente una descrizione dell'aggregato riciclato e della relativa destinazione d'uso (vedi allegato C della circolare),- perizia giurata che analizza il processo di produzione e utilizzo del riciclato,- dichiarazione di congruità del prezzo di vendita che non deve essere superiore a quello dei corrispondenti materiali naturali che si vanno a sostituire.Il D.M. n°186 DEL 05/04/2006 al punto 7.1.4 prevede che le caratteristiche delle materie prime secondarie per l'edilizia (sia pubblica che privata) siano prodotte con caratteristiche conformi all'allegato C della Circolare del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio n° 5205 del 15 luglio 2005.

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REQUISITI GEOMETRICI

Analisi granulometrica a secco (UNI EN 933-1)
Analisi granulometrica a umido D = 31,5 mm. (UNI EN 933-1)
Analisi granulometrica a umido D > 31,5 mm. (UNI EN 933-1)
Analisi granulometrica a umido D = 100 mm. (UNI EN 933-1)
Contenuto di fini (UNI EN 933-1)
Indice di forma (UNI EN 933-4)
Indice di appiattimento (UNI EN 933-3)
Superfici frantumate (UNI EN 933-5)
Equivalente in sabbia (UNI EN 933-8)
Blu di metilene (UNI EN 933-9)
Blu di metilene frazione 0÷0,125 mm (UNI EN 933-9 app. A)
Lunghezza particelle (UNI EN 13450/6.7)

REQUISITI FISICI E DURABILITA'

Resistenza all'usura (Micro Deval) (UNI EN 1097-1)
Resistenza all'usura ballast (Micro Deval) (UNI EN 1097-1 + UNI EN 13450 app. E)
Resistenza alla frammentazione (Los Angeles) (UNI EN 1097-2/5)
Resistenza alla frammentazione stabilizzati (Los Angeles) (UNI EN 1097-2/5)
Resistenza alla frammentazione ballast (Los Angeles) (UNI EN 1097-2/5 + UNI EN 13450 app. C)
Massa volumica in mucchio (UNI EN 1097-3)
Massa volumica e assorbimento superficiale (UNI EN 1097-6/8/9)
Massa volumica e assorbimento superficiale misti 2 frazioni (UNI EN 1097-6/7/8/9)
Massa volumica e assorbimento superficiale misti 3 frazioni (UNI EN 1097-6/7/8/9)
Massa volumica del filler (UNI EN 1097-7)
Resistenza alla levigabilità (CLA) (UNI EN 1097-8)
Resistenza all'abrasione superficiale (UNI EN 1097-8 app. A)
Resistenza al gelo/disgelo (UNI EN 1367-1)
Resistenza al gelo/disgelo ballast (UNI EN 1367-1 + UNI EN 13450 app. E)
Ritiro per essicamento (UNI EN 1367-4)
Resistenza allo shock termico (UNI EN 1367-5)

REQUISITI CHIMICI

Contenuto cloruri idrosolubili (UNI EN 1744-1/7)
Contenuto di zolfo totale (UNI EN 1744-1/11)
Contenuto solfati solubili (UNI EN 1744-1/12)
Contenuto di sostanza umica (UNI EN 1744-1/15.1)
Contenuto acido fulvico (UNI EN 1744-1/15.2)
Prova di comparazione (UNI EN 1744-1/15.3)
Contenuto di contaminanti leggeri (UNI EN 1744-1/14.2)
Perdita di massa per calcinazione (UNI EN 1744-1/17)
Contenuto di carbonato di calcio (UNI 10595/11.8)
Affinità ai leganti bituminosi (EN 12697-11)
Disintegrazione del silicato dicalcico (UNI EN 1744-1/19.1)
Disintegrazione del ferro (UNI EN 1744-1/19.2)
Determinazione espansione delle loppe (UNI EN 1744-1/19.3)

VARIE

Contenuto di argilla e particelle friabili (UNI 8520/8)
Reattività alcali-aggregati (UNI 8520/22)
Esame petrografico (UNI EN 932-3)
Separazione visiva su setaccio 8 mm. (UNI EN 13285/04)
Test di cessione in H2O a 24h (DM n.186/06)

Altre prove di laboratorio

Il nostro laboratorio dispone delle risorse e conoscenze tecniche necessarie a svolgere anche le seguenti analisi:

Conglomerati bituminosi

Oltre alle prove per la Marcatura CE Aggregati il nostro Laboratorio si è dotato della strumentazione necessaria a soddisfare quei Clienti che necessitano raggiungimento e mantenimento Marcatura CE sui Conglomerati bituminosi secondo la norma UNI EN 13108. Le norme per l'adozione del marchio CE sui conglomerati bituminosi sono state recepite dallo Stato italiano come UNI EN 13108, entrata in regime volontario nel 2007 ed obbligatorie dal 1 marzo 2008.
La CET SERVIZI SRL è associata SITEB e dispone di un laboratorio prove certificato UNI EN ISO 9001:2008 in grado di eseguire le prove secondo i metodi adottati sia sul conglomerato sciolto che in opera sia sulle singole componenti che sui bitumi e sulle emulsioni.

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BITUMI

Penetrazione (25 °C) (UNI EN 1426)
Punto di rammollimento (UNI EN 1427)
Punto di rottura (Fraass) (UNI EN 12593)
Duttilità bitumi modificati (5 °C) (UNI EN 13589)
Ritorno elastico bitumi modificati (25 °C) (UNI EN 13398)
Viscosità dinamica - Metodo Brookfield (160°C) (pr EN 13072-2)
Resistenza all'indurimento (volatilità) - Metodo RTFOT (UNI EN 12607-1)
Penetrazione residua (25 °C) (UNI EN 1426)
Incremento punto di rammollimento (UNI EN 1427)
Stabilità allo stoccaggio bitumi modificati (3 gg a 180 °C) (UNI EN 13399)

CONGLOMERATI

Miscelazione provino in laboratorio (UNI EN 12697-35)
Contenuto di legante (carbolite) (UNI EN 12697-39)
Contenuto di legante solubile (UNI EN 12697-1)
Analisi granulometrica in miscele bituminose (UNI EN 12697-2)
Massa volumica in mucchio (paraffinatura) (UNI EN 12697-6)
Massa volumica massima (picnometro) (UNI EN 12697-5)
Vuoti residui (con contenuto di legante non compreso) (UNI EN 12697-8)
Vuoti residui (contenuto di legante compreso) (UNI EN 12697-8)
Prova Marshall (UNI EN 12697-34)
Resistenza a trazione indiretta (UNI EN 12697-23)
Perdita di stabilità Marshall dopo 15 gg in acqua (UNI EN 12697-34)
Studio mix design solo aggregati (UNI EN 933-1)
Qualifica Marshall base e binder (n°4 % di bitume) (UNI EN 12697-30)
Qualifica Marshall tappeto di usura (n°4 % di bitume) (UNI EN 12697-30)
Qualifica volumetrica base e binder (n°3 % di bitume) (UNI EN 12697-31)
Qualifica volumetrica tappeto di usura (n°3 % di bitume) (UNI EN 12697-31)
Determinazione dello spessore (a provino) (UNI EN 12697-36)

EMULSIONI

Determinazione della polarità (UNI EN 1430)
Viscosità con viscosimetro ad efflusso (UNI EN 12846)
Viscosità Engler a 20 °C (CNR 102/84)
Contenuto di acqua (UNI EN 1428)
Contenuto di bitume e flussante (UNI EN 1431)
Tendenza alla sedimentazione (UNI EN 12847)
Stabilità allo stoccaggio (UNI EN 1429)
Indice di rottura (UNI EN 13075-1)
Penetrazione (25 °C) su residuo bituminoso (UNI EN 1426)
Punto di rammollimento su residuo bituminoso (UNI EN 1427)
Punto di rottura (Fraass) su residuo bituminoso (UNI EN 12593)
Ritorno elastico (25 °C) su residuo bituminoso (UNI EN 13398)

VARIE

Carotaggio (a centimetro)

Conglomerati cementizi

Il D.M. 14/01/2008 obbliga ogni produttore di calcestruzzo preconfezionato a dotarsi di un sistema di controllo di produzione in fabbrica (FPC) conforme ai requisiti previsti dalle linee guida sul calcestruzzo strutturale predisposte dal Servizio Tecnico Centrale della Presidenza del Consiglio Superiore dei LLPP. Tali linee guida prevedono l'adozione di un manuale FPC e l'esecuzione di determinate prove e controlli sia iniziali che in produzione sul calcestruzzo fresco e indurito, obbligatorio dal 30/06/2009, per la produzione di calcestruzzo strutturale.

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CALCESTRUZZO FRESCO

Prova di abbassamento al cono ( UNI EN 12350-2)
Prova di spandimento alla tavola a scosse ( UNI EN 12350-5)
Massa volumica cls fresco ( UNI EN 12350-6)
Contenuto d'aria ( UNI EN 12350-7)
Determinazione del contenuto di acqua (rapporto a/c) ( UNI 11201)

CALCESTRUZZO INDURITO

Confezionamento provino ( UNI EN 12390-2)
Maturazione provino ( UNI EN 12390-2)
Estrazione provino ( UNI EN 12390-2)
Resistenza alla compressione (esclusa rettifica) ( UNI EN 12390-3-7)
Penetrazione dell’acqua sotto pressione (n° 3 provini) ( UNI EN 12390-8)
Resistenza ai cicli di gelo-disgelo (n° 3 provini) ( ÖNORM 3303/B)

VARIE

Mix design solo aggregati ( UNI EN 933-1)
Mix design impasto Metodo volumetrico
Confezionamento mix design di prova in laboratorio
Qualifica ricetta
Taglio provino
Rettifica provino
Carotaggio (a centimetro) ( UNI EN 12504-1)

Pietre naturali

L'adozione delle norme per la marcatura CE dei prodotti lapidei in genere è già iniziata nel 2003 per alcuni prodotti (pavimentazioni esterne) e sono in progressivo recepimento le norme per i restanti prodotti lapidei (interni, rivestimenti, ecc.) fino a comprendere tutta la gamma commerciale della produzione lapidea di porfidi, graniti, marmi e calcari.
Le norme di riferimento per il settore delle pietre naturali sono divise in funzione della destinazione d'uso e vengono di seguito elencate:

  • Lastre di pietra naturale per pavimentazioni esterne (UNI EN 1341)
  • Cubetti di pietra naturale per pavimentazioni esterne (UNI EN 1342)
  • Cordoli di pietra naturale per pavimentazioni esterne (UNI EN 1343)
  • Marmette modulari in pietra naturale (UNI EN 12057)
  • Lastre per pavimentazioni e scale in pietra naturale (UNI EN 12058)
  • Lastre per rivestimenti in pietra naturale (UNI EN 1469)
  • Elementi di muratura di pietre naturali (UNI EN 771-6)

Le norme definiscono il tipo e frequenza delle prove di laboratorio sia fisiche che chimiche necessarie per la dichiarazione di conformità dei prodotti. Sulla base delle norme approvate l'Azienda deve:
- predisporre un sistema di controllo del processo documentato secondo le normative di riferimento sopra individuate definito come "Controllo di produzione in fabbrica (FPC)";
- pianificare ed effettuare i controlli iniziali previsti dalle norme di riferimento;
- pianificare un programma di controlli periodici.

Dettaglio prove e caratteristiche campioni